Calvizie maschile: Scala Norwood-Hamilton

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Analizziamo due scale scientifiche universalmente riconosciute e utilizzate dai tricologi, per comprendere l’avanzamento della calvizie nell’uomo.

Uomo e Calvizie

L’avanzamento della calvizie maschile, o alopecia androgenetica maschile, è stato codificato da James B. Hamilton negli anni ’50. A differenza della calvizie femminile, negli uomini la calvizie è caratterizzata dalla caduta dei capelli nelle zone superiori e fronto-parietali del cuoio capelluto. La scala di Hamilton originariamente rappresentava l’avanzamento della calvizie in 5 stadi; in seguito, negli anni ’70, la scala è stata perfezionata da Norwood, che ha aggiunto alcuni livelli intermedi nella progressione della caduta dei capelli. Oggi, la scala Norwood-Hamilton viene efficacemente utilizzata per classificare la calvizie negli uomini.

Gli stadi identificati riflettono la quantità di capelli che si dirada progressivamente sulla superficie del cuoio capelluto. Si parte dallo Stadio I (vedi figura) nel quale non vi è una calvizie significativa, ma comincia a evidenziarsi la stempiatura, fino ad arrivare allo Stadio VII nel quale il diradamento capelli della zona fronto-parietale e superiore della testa è quasi totale, a quel punto ci si può considerare calvi.

La scala Norwood-Hamilton

calvizie uomo calviziaLa Scala Norwood-Hamilton individua 7 livelli di avanzamento della calvizie o alopecia androgenetica maschile:

I STADIO

Prime evidenze di recessione lungo l’attaccatura anteriore della regione fronto-temporale. In questo stadio di calvizie si registra una scarsa caduta di capelli;

II STADIO

La recessione dell’attaccatura si fa più evidente nella regione fronto-temporale. I capelli persi sono già abbastanza numerosi e si presentano diradati al centro della parte frontale dello scalpo. Tutto lascia pensare che la calvizie raggiungerà livelli preoccupanti nell’arco di 5-10 anni;

II STADIO A

La recessione dell’attaccatura è un po’ più marcata rispetto allo stadio precedenze;

III STADIO

A questo livello si può parlare di calvizie conclamata. Le stempiature sono profonde e tendenzialmente simmetriche; la recessione nella regione fronto-temporale è estesa e tutta la zona è rimasta semi-calva o con capelli assai diradati. La calvizie avanzerà rapidamente negli anni successivi;

III STADIO A

È una variante del III livello nella quale la caduta di capelli interessa una recessione frontale che supera il livello dello stadio precedente. Questo genere di calvizie è più comune in età avanzata, ma si verifica precocemente in alcuni giovani nei quali anticipa la perdita di capelli nella zona frontale;

III STADIO V

E’ una variante del III stadio in cui al diradamento lungo le tempie si accompagna ad una caduta evidente al vertice.

IV STADIO

La recessione frontale e fronto-temporale si fa più marcata. Il diradamento dei capelli si estende anche alla zona del vertice. La progressione delle stempiature è tale da lasciare il posto a una calvizie piuttosto marcata;

IV STADIO A

Il diradamento dei capelli si estende anche alla zona del vertice;

V STADIO

L’avanzamento dell’alopecia androgenetica maschile è tale che l’area di capelli che separano la regione del vertice da quella fronto-temporale è assai ridotta; se l’aumento della calvizie procede a questo ritmo in pochissimi anni le due regioni saranno unite in un’unica area calva o semi-calva;

V STADIO A

Stadio avanzato di calvizie. La regione del vertice e fronto-temporale sono praticamente unite;

VI STADIO

La calvizie nelle regioni fronto-temporale e del vertice sono confluite in un’unica indistinta area. A questo punto la caduta di capelli si sta estendendo lateralmente e posteriormente;

VII STADIO

A questo livello ci si può considerare calvi. Quello che rimane è una ridotta striscia di capelli che corona la testa lateralmente da un orecchio all’altro. La calvizie maschile si è realizzata.

Ma si dice Calvizia o Calvizie?

Chiariamo subito i dubbi: nella lingua italiana la forma corretta è solamente Calvizie.
Erroneamente spesso alcuni scrivono “Calvizia“, perché pensano che la terminazione in -e di questo sostantivo femminile faccia pensare che “calvizie” sia un plurale e che il singolare della parola sia appunto “calvizia”.

BASP: una nuova classificazione per la calvizie maschile

Nel 2007 è stata avanzata da Lee e altri ricercatori dell’American Academy of Dermatology una nuova classificazione della calvizie maschile, definita BASP (Basic and Specific). Come sottolinea il nome stesso, questa classificazione tende a differenziare il processo di stempiatura classico (Basic) dal diradamento sul vertice o generalizzato che si manifesta in modo specifico in ogni individuo (Specific).

La classificazione di Lee si basa sulle lettere dell’alfabeto, usate in quanto utili a comparare lo stadio della calvizie per la loro forma caratteristica simile al processo di stempiatura.

classificazione BASP

Nei tipi Base sono state individuate, in particolare 4 fasi:

fase L

In cui non si osserva alcun arretramento dell’attaccatura frontale dei capelli

fase M

In cui si assiste ad un lento ma progressivo arretramento dell’attaccatura frontale con relativa stempiatura che, con il passare del tempo, prende la forma della lettera M.

fase C

Caratterizzata da un arretramento della linea frontale che non lascia nessuna striscia di capelli visibile dando origine ad una caratteristica forma a C.

fase U

Si distingue per un arretramento della linea frontale combinato con la caduta dei capelli sul vertice e su una parte della nuca. La forma, in questo caso è ad U.

Sono state inoltre individuate due fasi specifiche:

fase V

Caratterizzata da un diradamento al vertice della testa che si estende progressivamente.

fase F

Caratterizzata da un diradamento frontale diffuso che aumenta con il passare del tempo.

Il risultato finale (Tipo Finale) del processo di evoluzione della calvizie sarà la combinazione fra i due macro-tipi individuati dagli studiosi americani che, con questa classificazione, vorrebbero superare la tradizionale scala Norwood-Hamilton, caratterizzata al suo interno da un numero limitato di varianti. Per adesso questa classificazione non si è ancora pienamente diffusa nel mondo tricologico ma con tutta probabilità sarà sempre più utilizzata nel futuro.

Calvizie maschile: Scala Norwood-Hamilton
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