Caduta dei capelli: una ricerca svela quali sono i 287 geni coinvolti

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Una ricerca terminata a agosto del 2016 ma pubblicata il 14 febbraio 2017, condotta nell’Università di Edimburgo dal dipartimento di Cognitive Ageing and Cognitive Epidemiology e pubblicata dall’Università di Bonn in Germania su Plos Genetics, dimostra come, su un campione di 52000 uomini siano state individuate 287 sequenze di DNA a indicare la predisposizione alla caduta dei capelli.

Genetica e calvizie: come sono correlate?

La calvizie colpisce circa l’80% degli uomini prima degli 80 anni e ha conseguenze psicologiche e sociali legate alla consapevolezza del problema e alla percezione che si ha della società che ci circonda. Studi precedenti hanno evidenziato che la caduta dei capelli sia precoce che non, oltre all’alterazione della fisionomia di un individuo, ha effetti negativi sulla salute e studi dedicati hanno associato alla calvizie un aumento del rischio del cancro alla prostata e a problemi cardiovascolari oltre al fatto che il problema può essere dovuto a fattori ereditari.

Per questi motivi è opportuno non sottovalutare la calvizie ed effettuare dei testi specialistici presso esperti tricologi per prevenire e tenere sotto controllo, mediante trattamenti mirati, eventuali problemi di caduta dei capelli.

La ricerca dell’Università di Edimburgo

Prima di questo studio solo una manciata di cromosomi erano stati identificato come “i responsabili della caduta dei capelli”, ma grazie ai dati raccolti dalla UK Biobank relativi a 52874 persone di sesso maschile con età media di 57 anni  è stato possibile realizzare una formula che prova a predire le possibilità di una persona di diventare calva, in relazione alla presenza/assenza di determinati marcatori genetici.

Pur se lo sviluppo di un esame infallibile è ancora agli inizi grazie a questo studio è possibile identificare dei macro gruppi di persone che hanno un rischio di calvizie più elevato rispetto alla media.

Nel dettaglio, dando una occhiata ai dati forniti dai ricercatori in relazione ai modelli genetici individuati, possiamo scoprire l’attendibilità di queste nuove informazioni in quanto tra tutti i soggetti con un minor numero di fattori genetici tra i 287 individuati solo il 14% erano calvi mentre il 39% aveva ancora i capelli come in gioventù. Al contrario nel campione di uomini con un numero più alto di fattori genetici imputabili alla calvizie (tra gli oltre 280 individuati) quasi il 58% aveva perso i capelli.

Risultati di questa ricerca

Di questa interessante ricerca il primo dato che viene segnalato dal ricercatore Saskia Hagenaars è che le diverse centinaia di geni evidenziati come “colpevoli” sono tutti relativi al cromosoma X, ossia a quello ereditato dalla figura materna e non dalla figura paterna.

Ulteriori informazioni sullo studio ci vengono fornite dal Dottor David Hill, anche lui del team di ricerca, e sono relative al fatto che in questo studio i dati collezionati sono correlati ad uno schema ricorrente relativo alla caduta dei capelli ma non relazionabile con la data di inizio della caduta.

In conclusione il coordinatore della ricerca, il dottor Riccardo Marioni del dipartimento di Genetica e Medicina Sperimentale dell’Università di Edimburgo, ci spiega che il team è alla ricerca di un metodo per effettuare predizioni accurate in relazione allo schema di caduta dei capelli nell’uomo e che questi risultati segnano un passo fondamentale nella ricerca sulla calvizie in quanto apriranno nuove vie per comprendere meglio le cause genetiche della caduta dei capelli, ma che comunque è ancora troppo presto per realizzare un test del DNA attendibile al 100%.

In attesa di un test integrato infallibile la prevenzione è la soluzione migliore per evitare i problemi di capelli: grazie ad un check-up approfondito è possibile comprendere quali sono i rimedi necessari per le diverse problematiche in maniera tale da agire in maniera tempestiva prima dell’insorgenza della calvizie.

Caduta dei capelli: una ricerca svela quali sono i 287 geni coinvolti
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