Salvare il pianeta? Anche i capelli fanno la loro parte

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Può sembrare un paradosso ma sconfiggere la calvizie potrebbe configurarsi come una risposta credibile alla diminuzione delle risorse naturali del nostro pianeta. A pensarlo è Studio Swine che ha realizzato un video-documentario per dimostrare che i capelli, una volta tagliati, possono essere utilizzati per creare oggetti di uso quotidiano solitamente composti da una risorsa naturale non infinita come il legno.

Il ragionamento dei due designer che hanno fondato Studio Swine è semplice: la Cina è la più grande importatrice di legno al mondo ma, nel contempo, è anche la più grande esportatrice di capelli da donatori vivi, vista la sua immensa popolazione. L’arte contemporanea vive di contraddizioni e i due artisti non si sono certo fatti sfuggire questa: perché non dimostrare al mondo intero che è possibile realizzare oggetti di uso quotidiano con un design accattivante usando una risorsa rinnovabile come i capelli umani?

Il risultato è quantomeno strabiliante: grazie alle chiome cinesi i due artisti sono riusciti a creare cofanetti, bracciali, e oggetti di uso comune come i pettini ispirandosi allo stile Shanghai-deco degli anni ’30.  Nella descrizione dell’opera Studio Swine sottolinea inoltre che il processo di creazione degli oggetti sia facilitato dai capelli orientali che sembra possano ricrescere fino a 16 volte più velocemente rispetto a quelli delle altre popolazioni.

Con la loro opera, inoltre, gli artisti hanno messo l’accento su un problema sentito a livello mondiale: la deforestazione e il conseguente inquinamento ambientale. L’Istituto Svizzero Dermes si è già attivato su questo fronte aderendo all’iniziativa di Treedom e acquistando un albero che è stato piantato in Senegal per limitare l’impatto ambientale dei server che ospitano il nostro sito.

Salvare il pianeta? Anche i capelli fanno la loro parte
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