Cuoio capelluto o cute dei capelli

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Il cuoio capelluto è quell’area della cute che ricopre la scatola cranica e ha il compito di proteggere l’encefalo (cervello). Il cuoio capelluto è ancorato saldamente alla galea capitis, anche detta aponeurosi epicranica, una densa lamina fibrosa che unisce la parte frontale e quella occipitale del muscolo epicranico, che si trova all’interno del cranio.

Il cuoio capelluto è a sua volta ricoperto dai capelli che, filtrando i raggi solari, contribuiscono alla termoregolazione cerebrale. Essi hanno origine dal follicolo pilifero, chiamato bulbo.

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Cuoio capelluto e follicoli piliferi

I follicoli piliferi (produttori di peli e capelli) compaiono nel feto già al secondo mese di gestazione e continuano a formarsi fino al nono mese. Al momento della nascita l’individuo ha già tutto il corredo di follicoli: essi non si formeranno più nel corso della vita.

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Mediamente il cuoio capelluto, dove risiedono la maggior parte delle ghiandole sebacee (sebo) del corpo umano, contiene un numero di follicoli piliferi per cm² di circa 1200 alla nascita, che diventano 600 a 30 anni e 400 a 60 anni. In coloro con tendenza alla calvizie, o del tutto calvi, questi valori sono, ovviamente, inferiori. Di questi follicoli soltanto uno ogni tre produce e nutre un capello, gli altri danno vita al cosiddetto pelo vellus, cioè capelli finissimi, di lunghezza massima di 2 cm, poco pigmentati, ma presenti su tutta la superficie cutanea, comprese le aree apparentemente calve. Quindi, su un cuoio capelluto sano, i capelli veri e propri sono circa 200 per cm², vale a dire che sulla testa di un giovane adulto risiedono mediamente intorno ai 120.000 capelli, numero che diminuisce con l’avanzare dell’età.

I capelli, radi o folti che siano, poggiano dunque sul cuoio capelluto (detto anche cute dei capelli o scalpo), che poi non è altro che pelle.

Il cuoio capelluto e le sue funzioni

Il cuoio capelluto, il cui rinnovamento cellulare dura all’incirca 2 settimane, presenta la medesima struttura della pelle. Esso ha molteplici compiti: funge da barriera fisica, da isolatore termico e da protettore immunologico.

La struttura del cuoio capelluto

Il cuoio capelluto è costituito da:

  • tessuto cutaneo, che si divide in:
    1. epidermide, strato superficiale della cute nel quale si trovano vasi capillari e nervi
    2. derma, strato più profondo della cute dove sono presenti fibre elastiche.
  • tessuto sottocutaneo o ipoderma
  • muscolo epicranico il muscolo che si distende sulla volta cranica.

Tessuto cutaneo del cuoio capelluto

Lo strato di cute si divide in:

EPIDERMIDE

È un tessuto epiteliale di rivestimento formato da da quattro strati di cellule dette cheratinociti: basale, spinoso, granuloso e corneo. I cheratinociti vengono prodotti nella parte più profonda dell’epidermide, lo strato basale o germinativo, per risalire, in circa 28 giorni, verso la superficie della pelle. Durante questo processo al loro interno viene sintetizzata una proteina, la cheratina, con funzione protettiva verso tutte quelle sostanze o agenti ambientali che aggrediscono la cute e le sue cellule: caldo e freddo, radiazioni solari, germi e funghi patogeni, polveri sottili, eccetera.

La membrana basale, lo strato germinativo profondo dove nascono i cheratinociti, è la sottile lamina di cellule che collega l’epidermide (strato più superficiale del tessuto cutaneo) al derma (strato profondo del tessuto cutaneo). Questa funzione di ancoraggio fra strato superficiale e profondo, assolta dalla membrana basale, permette di regolare il flusso di sostanze nutritive fra epidermide e derma.

Anomalie del cuoio capelluto

Il processo di cheratinizzazione è continuo e assicura il rinnovamento della pelle. Le cellule che muoiono vengono espulse dalla superficie della cute dei capelli e sostituite con le nuove. In genere ciò avviene in maniera quasi impercettibile, ma in alcuni casi si verificano anomalie del cuoio capelluto tali da produrre ammassi di cellule morte e agglomerate che assumono l’aspetto di squame. Questo fenomeno di desquamazione è conosciuto con il nome di forfora e provoca non di rado un forte prurito alla testa. In alcuni soggetti, a causa di fattori relazionati alla composizione del sebo e altre cause di diversa natura, sul cuoio capelluto, oltre alla forfora, si sviluppa una forma di eczema o irritazione della cute chiamata dermatite seborroica, che può provocare una sensazione di dolore e bruciore al cuoio capelluto.

DERMA

È a questo livello del cuoio capelluto che risiedono i vasi sanguigni e avviene la vascolarizzazione cutanea che porta il nutrimento ai capelli e garantisce la salute del cuoio capelluto. Il derma è ricco di fibre elastiche, che formano reti intorno ai fasci collageni.

Nello specifico, i fibroblasti sono le cellule del derma deputate alla produzione della sostanza gelatinosa che filtra gli elementi nutritivi provenienti dalla microcircolazione sanguigna. Questa specie di gel, chiamato sostanza fondamentale, permea tutto il derma ed è costituito da una fitta trama di fibre, collagene ed elastina in particolare, che conferisce consistenza ed elasticità al tessuto cutaneo.

Bulbi piliferi e ghiandole sebacee

Nel derma risiedono anche i bulbi piliferi e le ghiandole sebacee. Queste ultime producono il sebo, essenziale alla formazione del film idrolipidico che protegge e idrata il cuoio capelluto. Quando le ghiandole sebacee, per una qualche disfunzione, non producono sebo a sufficienza, la cute dei capelli diventa secca e il cuoio capelluto resta più esposto all’azione di agenti ambientali esterni.

Tessuto sottocutaneo del cuoio capelluto

Detto anche ipoderma o tessuto adiposo sottocutaneo. È composto da tessuto connettivo ricco di adipociti, le cellule adipose preposte alla biosintesi dei grassi. Grazie alla sua costituzione spugnosa isola la pelle dagli organi sottostanti permettendole di scivolare su di essi e allo stesso tempo di assolvere una funzione di protezione e isolamento termico. Nell’ipoderma sono innestati i follicoli ed è qui che il capello riceve i suoi primi elementi nutritivi. Talvolta i follicoli piliferi patiscono un’infiammazione che può degenerare in follicolite e richiedere cure specifiche.

Muscolo epicranico del cuoio capelluto

Si trova immediatamente sotto l’ipoderma ed è costituito da fasce muscolari che, contraendosi, spostano in avanti il cuoio capelluto e corrugano la fronte.

Si divide in:

  • Muscolo frontale: è di forma quadrilatera; ha origine dal margine anteriore della galea capitis e si estende anteriormente per inserirsi in profondità nella cute, in corrispondenza del sopracciglio, della glabella (una piccola area dell’osso frontale, al di sopra della sutura naso-frontale) e della parte superiore del dorso del naso;
  • Muscolo occipitale: ha origine dal margine posteriore dell’aponeurosi emicranica (o galea capitis); esso, contraendosi, sposta indietro il cuoio capelluto;
  • Galea capitis: è una lamina costituita da fibre che ricopre la volta e le parti laterali del cranio. Ha forma quadrilatera, pertanto presenta una faccia superficiale, una faccia profonda e quattro margini: due laterali, uno anteriore e uno posteriore.