Malassezia: che cos’è e cosa causa al nostro cuoio capelluto

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Molte persone, in particolare quelle affette ciclicamente da forfora e dermatite seborroica, si domandano quale sia l’origine del proprio problema.

malassezia

La risposta, in realtà, è ben nota al mondo scientifico che, sempre più spesso, collega questi problemi del cuoio capelluto all’azione della Malassezia (come dimostra un recente studio pubblicato sull’Indian Journal of Dermatology).  La Malassezia, detto in parole povere, è un fungo (scientificamente definito “lievito”) che prolifera sul nostro cuoio capelluto causando, in alcuni casi, la formazione delle scaglie di forfora e, in altri, il sopraggiungere di dermatite seborroica, follicolite etc.

Le cause della malassezia nell’uomo

Esistono numerose tipologie di Malassezia ma, quelle che causano le principali anomalie del cuoio capelluto sono in particolare due: la Malassezia Furfur e la Malassezia Globosa. Questi due agenti patogeni riescono a proliferare sulla nostra cute grazie ad una particolarità: si nutrono infatti degli acidi grassi presenti nel sebo prodotto dalla nostra cute e, proprio per questo motivo, vengono definiti come dei veri e propri “commensali” del cuoio capelluto. A seguito di queste spiegazioni scientifiche, quindi, non stupisce il fatto che la Malassezia si riproduca in alcune situazioni particolari:

  • Climatiche (durante l’estate e in particolare quando ci sono temperature più alte ed elevati tassi di umidità che favoriscono la sudorazione)
  • Legate a fattori ormonali (in particolare durante la pubertà e/o l’adolescenza)
  • Legate a una predisposizione personale (ad esempio nelle persone con pelle costantemente grassa che soffrono di seborrea)

Quando una o più di queste circostanze si manifestano la Malassezia inizia a proliferare sul nostro cuoio capelluto innescando meccanismi che inducono notevoli alterazioni cutanee tra cui croste squamose, untuosità e arrossamento che, sebbene localizzate, possono rivelarsi estremamente fastidiose. Tutto ciò, infatti, crea notevoli disagi psicologici, soprattutto quando a queste alterazioni si associa anche il prurito.

Dov’è localizzata la malassezia?

La Malassezia si presenta sulla cute fin dall’infanzia, circa a tre mesi. Successivamente si può ripresentare quando le ghiandole sebacee iniziano la secrezione, quindi verso l’adolescenza, momento in cui, a causa dell’intensa attività ormonale, si ha un incremento dei lipidi cutanei.

La malassezia è localizzata sul cuoio capelluto, ma anche su petto, spalle e braccia.

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Gli effetti della Malassezia: la forfora (o pityriasis versicolor)

Nota comunemente come forfora, la pityriasis versicolor si configura come una micosi (ossia una condizione in cui il fungo ha superato le naturali barriere della cute) che genera delle ricorrenti infezioni sul nostro cuoio capelluto. Il risultato di queste micro-infezioni è conosciuto da tutti: si tratta delle comuni scaglie di forfora che dal cuoio capelluto spesso scivolano sui nostri vestiti con evidente effetto anti-estetico.

La ricerca scientifica ha inoltre chiarito che la forfora è causata soprattutto dalla Malassezia globosa e dalla Malassezia furfur. Inoltre è stato appurato che, a seconda dell’area geografica, si sviluppano sul cuoio capelluto determinate tipologie di Malassezia piuttosto che altre (nelle zone temperate la Furfur mentre, nelle zone tropicali la Globosa).

Malassezia e Dermatite seborroica

La dermatite seborroica è un’infiammazione cutanea che colpisce aree particolarmente ricche di ghiandole sebacee come, ad esempio, l’attaccatura dei capelli, il cuoio capelluto, le sopracciglia etc. Le aree colpite si presentano rosse, desquamate e in alcuni casi si verifica anche la formazione di croste di colore giallo, ricoperte da una patina oleosa. Le lesioni sono spesso pruriginose e alcuni studi scientifici hanno appurato una stretta correlazione tra lo sviluppo di tale alterazione e la presenza cutanea della Malassezia. Esiste, inoltre, una correlazione tra l’aumento dell’attività delle ghiandole sebacee e lo sviluppo della dermatite seborroica. Gli studiosi hanno evidenziato 3 periodi ben definiti:

  • I primi tre mesi di vita
  • Durante la pubertà
  • Quando la produzione di sebo si riduce dopo i 50 anni

In generale circa il 3-5% della popolazione mondiale soffre di dermatite seborroica, prevalentemente di sesso maschile. A conferma del fatto che la Malassezia è una delle principali cause scatenanti della dermatite c’è inoltre il fatto che le persone con basse difese immunitarie sviluppano più facilmente questo problema al cuoio capelluto.

Follicolite da Malassezia

Talvolta la Malassezia riesce a penetrare e proliferare direttamente nel follicolo pilifero causando l’insorgere di un’infezione al suo interno definita, scientificamente, follicolite. Quando la Malassezia riesce ad introdursi nel follicolo causa soprattutto un intenso prurito che può essere accompagnato da eritemi o pustole generate dall’infezione del follicolo.

Gli scienziati hanno individuato alcune condizioni che possono favorire la penetrazione della Malassezia nel follicolo pilifero:

  • Abbassamento delle difese immunitarie
  • Diabete mellito
  • Antibiotici ad ampio spettro
  • Steroidi
  • Pubertà
  • Gravidanza
  • L’utilizzo di cosmetici che occludono i pori della pelle

Malassezia da Psoriasi

Oltre alle anomalie che abbiamo trattato, alcuni studi hanno messo in associazione la Malassezia con un altro problema di cute e cuoio capelluto: la psoriasi. In particolare tali studi hanno messo in evidenza come alcune tipologie di psoriasi (in particolare quella che si sviluppa su cuoio capelluto, sopracciglia e orecchie) sia associabile alla presenza della Malassezia.
Gli studi sulla psoriasi sono ancora in corso, la scienza, infatti, non è ancora riuscita ad individuare in modo definitivo la causa scatenante di questo problema della pelle. Per questo possiamo parlare della presenza della Malassezia soltanto come una concausa della psoriasi del cuoio capelluto.

Come combattere la Malassezia?

Sebbene, come abbiamo visto, la Malassezia non sia la causa diretta delle anomalie del cuoio capelluto (piuttosto rinvenibili in stress, basse difese immunitarie etc.) essa si inserisce attivamente nel processo che porta allo sviluppo del problema. Per questo motivo è bene, innanzitutto, sincerarsi del problema e, in secondo luogo, intervenire con i rimedi più appropriati.

I rimedi naturali contro la Malassezia

È possibile contrastare la Malassezia utilizzando sostanze naturali che aiutano a ridurre gli effetti causati da questo fungo. Si tratta di alimenti e di minerali presenti in natura come:

  • Aceto: possiede proprietà antibatteriche, antimicotiche e antinfiammatorie; riequilibra il pH della cute e riduce la formazione di sebo;
  • Argilla verde: favorisce il ricambio delle cellule, aiutando ad eliminare quelle morte e limita la produzione di sebo;
  • Bicarbonato: favorisce il ricambio cellulare e rimuove le squame dalla cute;
  • Miele: ha un’azione fungicida e antibatterica;
  • Olio di oliva: contiene proprietà emollienti e agisce a livello antinfiammatorio.

Quale shampoo scegliere per curare la Malassezia?

È molto importante curare la fase igienica del cuoio capelluto scegliendo degli shampoo per la micosi del cuoio capelluto specifici, contenenti al loro interno ingredienti in grado di rimuovere le scaglie di desquamazione, gli accumuli di sebo e di combattere prurito e rossori.

I prodotti specifici per combattere la forfora, contrastare la produzione di sebo e per cute irritata possono essere coadiuvati da trattamenti per capelli che agiscono in caso di squilibrio cutaneo e si rivelano efficaci per liberare il follicolo da tossine e sebo in eccesso.